… perchè la diversità è una risorsa!

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato | Lascia un commento

Come Astolfo sulla Luna

“Ciò che in somma qua giù perdesti mai, là su salendo ritrovar potrai”

Nell’”Orlando furioso” di Ludovico Ariosto, il duca Astolfo vola sulla Luna a cavallo dell’Ippogrifo per recuperare la ragione di Orlando; là sono accumulate tutte le cose che si perdono sulla Terra.

Volando con la fantasia a cavallo dell’Ippogrifo, oggi quali cose perdute dagli uomini potremmo trovare? Ecco le risposte della II C.

Sono atterrato sulla Luna, è un po’ diversa da come me l’aspettavo! La sua superficie è ricoperta da scatole, scatoline e scatoloni. Per curiosità ho iniziato a frugare, su una c’è scritto “Sorrisi spensierati”, credo appartengano agli uomini di oggi un tempo bambini. Già, un tempo era tutto più spensierato, me lo ripete sempre mia mamma! Guardando più in là, la mia attenzione si è soffermata su una scatola molto più grande rispetto quella di prima: “Privacy”. Be’, mi sembra scontata come cosa. Oggi, a causa dei nostri dispositivi elettronici, in particolare i cellulari, non ne abbiamo più: adesso basta digitare una parola sul motore di ricerca, che subito veniamo tempestati di pubblicità o peggio ancora di e-mail, mia mamma ogni tanto la sento lamentarsi!

Preso dalla curiosità, mi sono imbattuto in un’altra di quelle scatole: “Fiducia”. Anche questa credo si sia persa con il tempo. Tendiamo a fidarci molto meno delle persone, perché i tempi cambiano e le persone anche, diventano sempre più diffidenti… Il tempo a mia disposizione sta per terminare, devo tornare sulla Terra, ma un’altra scatola cattura la mia attenzione: “Libertà”. Non che adesso non esista più, ma prima, quando i nostri genitori erano bambini, ci si divertiva di più, c’era più contatto umano: i bambini si vedevano per giocare, per fare i compiti o semplicemente per stare insieme. Oggi non è più così: siamo incollati sui nostri divani con il nostro nuovo amico, il cellulare!

Devo dire una cosa… mia mamma ha ragione, un tempo le cose erano diverse.

Jordan

Io sulla Luna penso di trovare il senno, perché tutte le decisioni che le persone al giorno d’oggi prendono sembrano irrazionali e senza un ragionamento approfondito; penso di trovare la pazienza e la calma nell’affrontare i problemi di tutti i giorni, la gente qui sulla terra ultimamente si “accende” facilmente e…. BOOM! Ecco che scoppia una rivolta; penso di trovare anche qualche bidone della spazzatura, perché tra qualche decennio i rifiuti sommergeranno la Terra e andranno a finire su altri pianeti, secondo il mio parere. Ad oggi mi piace pensare alla Luna come un posto silenzioso, pacifico e, perché no, anche romantico.

Andrea

Secondo me bisognerebbe andare a cercare sulla luna il buonsenso che secondo me tutti o la maggior parte di noi ha perso.

Guido

Io sulla Luna penso di trovare molta felicità e soprattutto l’amore negli occhi delle persone, i bellissimi sorrisi senza mascherine, la possibilità di ricominciare a giocare con i miei amici più cari e di rivedere e stare con la mia famiglia.

Michael

Penso di ritrovare la pace, perché nel mondo ci sono ancora tante guerre. Penso anche di ritrovare la vera felicità, perché ormai per alcune persone la felicità equivale al denaro e questo a me personalmente non piace!

Samuele

Penso che se andassi sulla Luna troverei la libertà, l’amicizia e l’amore distanti, a causa del Covid, la tranquillità di tutti i giorni e il tempo che sta volando via.

Chiara

Se andassi sulla Luna, penso che troverei l’amore perso, la libertà, l’educazione, l’umiltà, il coraggio, la felicità, la gentilezza e molti oggetti persi dagli uomini sulla Terra. Ma soprattutto l’emozionarsi davanti ai piccoli e semplici gesti, molte emozioni indescrivibili e i sogni che non si sono ancora avverati.

Sara

Penso di trovare la ragione, che sulla Terra è una rarità, e la libertà che ci è mancata in questi mesi

Diego

L’intelligenza, la speranza, la pace e la voglia di vivere bene la vita.

Giulia

Le chiavi della macchina, il telecomando, la ragione e la voglia di vivere.

Leonardo

Pubblicato in Articoli | Lascia un commento

In cammino per la Libertà – Ricordando il 25 Aprile

Pubblichiamo il lavoro della classe terza A, svolto in seguito all’incontro con l’ANPI Giaveno-Valsangone sul tema della Resistenza.

Capita di camminare distrattamente per le strade che percorriamo ogni giorno, ricordando sì i nomi delle vie e delle piazze, ma senza soffermarci a pensare a chi o cosa siano intitolate. Le attraversiamo per spostarci da un luogo all’altro o le indichiamo frettolosamente ai passanti che ci chiedono informazioni.

I  nomi delle nostre strade sono però nomi importanti, tracce del passato e bussole per il presente; perciò, in occasione della ricorrenza del XXV Aprile, abbiamo voluto cercare un percorso della memoria, attraverso un breve itinerario per le vie e le piazze di Coazze dedicate a partigiani ed antifascisti, che hanno lottato per opporsi al regime dittatoriale e per affermare la libertà e i principi della democrazia.

Questa camminata ideale conduce, non a caso, alla nostra Scuola secondaria “Giulio Nicoletta”: luogo di istruzione, di socialità, di crescita, di confronto e di speranza.   

Link al video: http://somup.com/crhhqqFkAw

La mappa di Coazze, disegnata da Giulia: in rosso sono indicati i luoghi della Camminata per la Libertà

Classe III A

Pubblicato in Eventi | Lascia un commento

La Giornata Mondiale della Terra: agire per salvare l’ambiente.

Ai giorni nostri l’ambiente è molto trascurato. Le cause sono molte: oltre al problema dei rifiuti c’è anche quello dello smog, quello del riscaldamento globale e molti altri.

I rifiuti

Partiamo dai rifiuti. Essi sono una delle principali cause dell’inquinamento dell’ambiente, perché molti materiali non riciclabili vengono buttati e il mondo giustamente non riesce a smaltirli. La natura un tempo aveva un’economia circolare: ad esempio nasce una pianta, la pianta viene mangiata da un essere vivente che a sua volta viene mangiato da un altro essere vivente che poi muore. In questo caso la terra riesce a smaltire il corpo dell’animale e farci del concime che farà nascere un’altra pianta e così via. Invece con i rifiuti l’economia circolare non funziona. Se l’essere umano beve una bibita e lascia il contenitore in giro per la foresta, la terra non riesce a smaltire la spazzatura e quindi i rifiuti si accumulano tutti assieme fino a formare un enorme ammasso come è successo nell’Oceano Pacifico, dove si è formata una grande isola di PLASTICA… Quindi l’unica soluzione per lo smaltimento dei rifiuti è la strategia rifiuti zero e le sue 4R riportata qui sotto:

Ridurre

Riutilizzare

Riciclare

Recuperare

In questo modo potremmo tornare ad un’economia circolare.

Le emissioni/Lo smog

Lo smog è la sostanza di scarto che producono le auto e le fabbriche. Lo smog è dannoso perché aumenta il gas serra presente nell’aria e  oltretutto è nocivo anche per l’essere umano.

Per dare un contributo a ridurre lo smog, bisognerebbe comprare auto a basso consumo (diesel Euro 6) e cercare di utilizzare energia rinnovabile per fabbriche (energia eolica ad esempio).

Il riscaldamento globale

Il riscaldamento globale si collega allo smog. Con lo smog aumenta il caldo che va a sciogliere i ghiacciai. I ghiacciai svolgono un ruolo fondamentale nella vita. I ghiacciai riflettono i raggi solari così che la Terra non diventi più calda di un forno. Se non ci saranno più ghiacciai sulla Terra, la massa assorbirà di conseguenza più calore. Per evitare questo, dovremmo ridurre lo smog e quindi provare a diminuire le emissioni (come riportato nel paragrafo sopra).

Queste alcune delle cause dell’inquinamento Spero che questo articolo vi abbia fatto riflettere.

Leonardo, classe II C

Pubblicato in Articoli | Lascia un commento

Dantedì

25 marzo 2021

…ricorderò’ per sempre di aver studiato Dante, la sua vita e le sue opere dentro le mura di casa, che oramai sono diventate il mio mondo.

Ma quel poeta, vestito di rosso, un giorno si avvicina…entra nella mia stanza e prende forma…

Non è più’ un ritratto sul libro, sul quale rimane la sua ombra, ma con uno sguardo misterioso e severo inizia a parlare…a parlarmi: sono io ora a lasciare la mia ombra nella stanza, che vedo dall’alto, sempre più’ piccola e lontana: la casa, che era la mia vita, mi appare indifferente e davanti ai miei occhi si apre un mondo nuovo…l’ Inferno Dantesco.

Lo trovo diverso…profondo e scuro, ma tanto simile ai miei giorni…

“ Per me si va ne la città dolente,

   per me si va ne l’etterno dolore, 

   per me si va tra la perduta gente ”

Entrano in causa tutti i miei sensi, anche quelli curiosamente mai vissuti.

La vista di Caronte si mescola al suono delle ambulanze che portano i malati di Covid in ospedale…ma vedo anche altri malati, disperati e in cerca di aiuto, forse dimenticati perché non affetti da quella che è la peste attuale; sento la pulsione e un desiderio irrefrenabile di aggrapparmi al lungo vestito di Dante, poiché lo vedo viaggiare, volare così sicuro, come se fosse una guida perfetta per il suo mondo, tra i versi del suo Poema…

“ Così sen vanno su per l’onda bruna,

   e avanti che sien di là discese,

  anche di qua nuova schiera s’auna “

Avverto una sensazione di freddo e temo di sprofondare anch’ io nel vortice che si e’ ingoiato la nave di Ulisse…vedo le Colonne di Ercole, così’ seducenti e invitanti per coloro che amano il mare e l’oceano come me…vorrei raggiungerle, ma il Sommo Poeta   nega al mio istinto di procedere in quella direzione.

“ Considerate la vostra semenza,

   fatti non foste a viver come bruti,

   ma per seguir virtute e canoscenza “

Che strano…non temo di essere così’ lontana da casa…dovrei essere online con i miei professori, i compagni …si chiederanno dove io sia finita…e lo scenario cambia all’ improvviso.

Una bufera senza tempo e senza sosta si avvicina ai nostri sguardi…e mi chiedo: dov’e’ finito il distanziamento?…le mascherine…? e il mio cellulare…? Classroom e le mail…?

Eppure è strano: non temo questo Inferno, non vivo più’ in solitudine come nella mia camera, nuoto tra i versi che oggi compiono 700 anni e comprendo ora, come non mai, quanto Dante mi aiuti e mi suggerisca una perfetta via di fuga, dalla quale non vorrei più’ tornare indietro.

Eccoli! Sono loro!…

” Amor c’ha nullo amato amar perdona,

  mi prese del costui piacer sì forte,

 che, come vedi, ancor non m’abbandona “

Meravigliosi e strazianti nello stesso tempo, Paolo e Francesca, ingenui e avvinghiati nel loro amore eterno…anche loro fuggiti dall’ inferno terreno per ritrovarsi a vivere liberamente la loro passione: meglio i venti incessanti dei versi del Poeta che la realtà’ del mondo di allora…di adesso….

25 marzo 2021:

la mia stanza, i libri, gli abbonamenti TV per completare il tempo a me rubato, un’adolescenza  stravolta, sovvertita e condizionata da decisioni “altrui”.

Gli amici? Le amiche? Tanti tasselli in uno schermo.

Piscina? Teatro? Cinema? Non se parla.

Corse nei prati tutti insieme? Neanche per sogno.

Festa di Compleanno? Ma non scherzare!

Optional? Tanti. Eccoli: serie TV. Non mi viene in mente altro.

Dedicato a chi, come me, sta SEGUENDO la scuola attraverso uno schermo e a chi, come me, sta INSEGUENDO il sogno di tornare prima possibile alla normalità.

Teresa, classe II B

Pubblicato in Poesie | Lascia un commento

Divina Commedia: Ulisse

Considerate la vostra semenza,

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza.

Li miei compagni fec’io sì aguti,

con questa orazion picciola, al cammino,

che a pena poscia li avrei ritenuti,

e volta nostra poppa nel mattino,

de’ remi facemmo ali al folle volo,

sempre acquistando dal lato mancino.

Considerate la vostra origine:

non foste creati per vivere come bruti

ma per praticare virtu’ e conoscenza.

Con questo breve discorso io resi i miei compagni

così desiderosi di proseguire il viaggio,

che a malapena poi li avrei trattenuti;

e rivolta la nostra poppa verso oriente,

usammo i remi come ali per il nostro folle volo,

sempre avanzando verso sinistra.

A me sono piaciute queste terzine perché Ulisse è un personaggio forte e coraggioso, ed è riuscito con le sue parole a convincere tutti i suoi compagni di viaggio ad andare avanti in questa impresa sconosciuta e forse anche pericolosa. Un esempio è che nella vita non bisogna mai fermarsi alle prime difficoltà, ma continuare ad andare avanti. Per me essere coraggiosi è una virtu’ di pochi.

Martina U., classe II B

Pubblicato in Poesie | Lascia un commento

Divina Commedia: Beatrice

Ho scelto due terzine del canto XXX del Purgatorio (verso 34), relative all’incontro con Beatrice:

E lo  spirito mio, che già cotanto

tempo era stato ch’a la sua presenza 

non era di stupor, tremando, affranto,

sanza de li occhi aver più conoscenza,

per occulta virtù che da lei mosse,

d’antico amor sentì la gran potenza…

In queste terzine Dante, spiega l’amore da lui provato anni prima per Beatrice e le sensazioni provocate in lui dopo averla rivista… Dante e Beatrice quando erano giovani erano follemente innamorati l’uno dell’altra… Ma purtroppo Beatrice morì giovanissima, a 24 anni, nel 1290… Dante, dopo una serie di fatti avvenuti nella sua vita, perse la retta via… Così nella Divina Commedia, si dice, che per “tornare in sè”, avrebbe dovuto attraversare tutti e tre i luoghi dell’oltretomba: Inferno, Purgatorio e Paradiso… E così fu… Quando arrivò in Paradiso, la incontrò, e fu lì che provò le sensazioni descritte nella terzina: amore, stupore, gioia…

A me queste terzine suscitano molte emozioni… Mi piace come Dante si “commuove” e comprende l’amore che ha sempre provato nei confronti di Beatrice, anche senza averla subito riconosciuta… Penso che lui con queste terzine volesse far capire, quanto amore e rispetto provasse verso Beatrice e quanto lei fosse stata importante nella sua vita… Mi piace che lui riesca a riconoscerla solo grazie alla sua bellezza e alla sua nobiltà d’animo… Ma soprattutto è bello che la riconosca per il suo carattere e non solo grazie a un contatto visivo… Credo che questo sia il modo più bello di amare una persona…

Sara, classe II B

Pubblicato in Poesie | Lascia un commento

Divina Commedia: Caronte

disse:”per altra via, per altri porti

 verrai a piaggia, non qui, per passar:

 più lieve legno convien che ti porti”

Dante e Virgilio si trovano di fronte a Caronte, il traghettatore dell’Acheronte, il fiume che permette l’entrata dell’inferno. E’ una figura appartenente alla mitologia pagana figlio di Erebo e di Notte.

Caronte è il primo dei personaggi della mitologia classica passati nell’Inferno cristiano di Dante e collocati come guardiani dei vari cerchi. Trasformati in esseri demoniaci, così come i Padri della Chiesa consideravano gli dei e i demoni pagani una personificazione del demonio. Egli diventa così una figura diabolica, un essere furioso il cui carattere principale è l’odio che nutre verso sé stesso e verso le anime. Dante lo sceglie probabilmente per omaggiare un personaggio trattato da Virgilio. La figura di Caronte era già presente nel VI libro dell’Eneide, in occasione della discesa agli inferi di Enea.

Figura affascinante e tremenda quella di Caronte che si accorge che Dante non è un’anima da traghettare perché vivo e gli si rivolge duramente, “Per altra via, per altri porti verrai a piaggia, non qui, per passare: più lieve legno convien che ti porti”. Si tratta della predizione che annuncia a Dante che dopo morto andrà in Purgatorio. L’allusione è chiara. Dante, anima viva, non può passare dove passano le anime dannate. Il perchè gli verrà spiegato dopo da Virgilio. L’accenno futuro “verrai a piaggia” fa riferimento alla salvezza di Dante e “più lieve legno convien che ti porti” fa riferimento alla barca più leggera e snella che conduce al Purgatorio.

Caronte assume una funzione profetica: profetizza a Dante il suo futuro approdo al Purgatorio e, di conseguenza, la salvezza della sua anima.

Questo mi fa pensare che Dante avesse già in mente la struttura, i personaggi, i luoghi fin dall’inizio della sua composizione.

E ‘l duca a lui:”Caròn non ti crucciare:

vuolsi così colà dove si puote

ciò che si vuole, e più non dimandare”

In questa terzina Virgilio spiega a Caronte che il viaggio di Dante è voluto da Dio. Si tratta di una specie di formula rituale usata per vincere la resistenza dei demoni. Verrà ripetuta da Virgilio nell’Inferno per due volte in maniera esattamente uguale e per una terza volta con qualche variazione. La perifrasi “colà dove si puote ciò che si vuole” indica il Paradiso, dove si trovano coloro che vogliono il viaggio di Dante.

Il significato in prosa è più o meno “Questa è la volontà di chi detiene il potere, non chiedere altro” (si vuol così là, dove si può). Nel linguaggio comune l’espressione viene usata per indicare (anche in maniera sarcastica) la volontà di qualcuno che non può essere messa in discussione.

Questo significa che tutti abbiamo un destino assegnatoci da “Dio” a cui non possiamo sottrarci; tutti abbiamo un percorso da seguire che è già stato stabilito e che non possiamo modificare. Dante  crede che la vita di ognuno di noi sia solo un passaggio temporaneo su questo pianeta e preparatorio di una vita eterna, la cui qualità sarà determinata dalla nostra condotta in vita. Cercare “la retta via”.  

Personalmente credo sia molto triste pensare che qualcuno abbia deciso per me quanto io debba vivere, come debba morire. Credo che ciascuno di noi possa in ogni momento cambiare il proprio destino. Bisogna andare avanti, imparare da ogni istante, comprendere che se in quel modo non abbiamo ottenuto ciò che desideravamo, dobbiamo provarci in un altro modo, cambiare strada o strategia. Non bisogna mai gettare la spugna. Alla fine, andrà tutto bene. Se non va tutto bene, significa che non è la fine“.

Chiara, classe II B

Pubblicato in Poesie | Lascia un commento

Divina Commedia: Paolo e Francesca

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

In queste due terzine Francesca dice: 

L’amore può abitare solo in un cuore gentile, fece innamorare Paolo, che mi fu tolto; e l’intensità di quell’amore ancora mi prende.

L’amore deve essere risposto solo con l’amore, che mi fece innamorare di costui così forte che, come vedi, ancora non mi abbandona

Queste due terzine mi hanno colpito per la loro spontaneità e per il loro sentimento coinvolgente e intenso.

Per me rappresentano un modo di esprimersi e di osare e di non prendere in considerazione i giudizi altrui. Infatti, Paolo e Francesca erano due innamorati, Paolo il fratello di Gianciotto, e Francesca moglie di Gianciotto, che vennero scoperti a baciarsi leggendo la storia del libro Galeotto che li aveva colpiti molto: come dicono queste terzine:

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lancialotto come amor lo strinse;

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Mi ha colpito ancora di più l’amore di Francesca verso Paolo, la quale in poche parole dette a Dante, è riuscita a fargli capire quanto lei lo amasse.

Rachele, classe II B

Pubblicato in Poesie | Lascia un commento

Divina Commedia: Canto I

Nelle prime tre terzine della Divina Commedia, Dante descrive l’inizio del viaggio che lo porterà a scoprire sé stesso.

Qui si capisce che Dante a circa metà della sua vita si trova in un momento di smarrimento e di tristezza che lui rappresenta con l’allegoria della selva oscura. Già nella terza terzina si comprende che il racconto di Dante sarà il racconto del suo viaggio dallo smarrimento fino alla scoperta del “ben ch’io vi trovai” e quindi che Dante alla fine ritroverà la sua strada e la pace interiore.

Il viaggio di Dante è come un pellegrinaggio dove si affrontano le paure, i problemi e i dolori della vita, le imperfezioni dell’uomo e i suoi peccati; prendendo coscienza di tutte queste cose è possibile ritrovare sé stessi.

Questo inizio della Divina Commedia invoglia chi legge a fare un viaggio interiore come quello di Dante e a riflettere sulla sua vita.

La terzina che mi ha colpito di più nella lettura della Divina Commedia è quella dove Dante riporta le parole di Ulisse:

Queste parole ci fanno riflettere su chi siamo e quale sia lo scopo della nostra vita: gli uomini non sono stati creati per vivere senza ragione come gli animali, devono invece avere uno scopo nella vita e soprattutto devono usare la loro intelligenza e le loro virtù per imparare a vivere meglio.  

Il suggerimento di Ulisse è importante perché noi uomini abbiamo l’intelligenza e la capacità di migliorare la nostra vita, dobbiamo solo sfruttarle bene.

Marta, classe II B

Pubblicato in Poesie | Lascia un commento

Dantedì – Rebus

Chiara, classe II C

Pubblicato in Eventi | Lascia un commento

Dantedì – Calligramma

Sara, classe II C

Pubblicato in Eventi | Lascia un commento

Dantedì – Caronte

Gustave Doré, Caronte

Caronte con la barba bianca e gli occhi infuocati

traghetta quasi tutti i dannati 

rimangono indietro gli ignavi  

che proprio non sono stati bravi.

Mai una posizione è stata presa

e inseguiti da insetti per l’eternità è la loro pena.

Dante e Virgilio Acheronte devono attraversare

ma Caronte non li vuole traghettare

perché Dante è un vivente e non può passare 

ma Virgilio subito lo zittisce, non domandare 

Dio ha dato il permesso, lui può passare.

Stefano, classe III A

Pubblicato in Eventi | Lascia un commento

Dantedì – Poesia

Mi chiamo Dante,

il Sommo Poeta,

un uomo semplice

ma anche complice di un matrimonio non proprio felice

con una donna che Gemma si definisce.

Un grosso problema mi ha bloccato,

di Beatrice mi sono innamorato,

ma ahimè è venuta a mancare

e non mi sono mai ripreso dal forte dolore.

Il mio viaggio nella Commedia mi ha aiutato,

piano piano mi sono addentrato.

Una selva oscura mi ha ispirato

e tre cantiche ho narrato

Inferno, Purgatorio e Paradiso

sono arrivate senza preavviso

in una storia senza precedenti

ho visto tanti turbamenti.

I miei gironi tutte le persone hanno affascinato

e gli animi un po’ spaventato.

Il mio Inferno sarà un’opera d’arte,

leggetelo tutti, non siate di parte.

Un giorno verrete alla mia tomba

e ricorderete il Sommo Poeta

che a Ravenna è rimasto

come una colomba a volare nei suoi gironi

dove ladri, lussuriosi, avari e golosi

non smetteranno di fare i grandiosi.

Questa è la mia storia, di scrittura, politica e rivolte ho vissuto

ma mai un momento ho rinnegato

tutta la Commedia che ho recitato!

Giulia V., classe III A

Pubblicato in Eventi | Lascia un commento

Dantedì – Il CruciDante

Volete mettere alla prova le vostre conoscenze su Dante Alighieri e la Divina Commedia? Ecco un divertente cruciverba tutto dantesco.

Leonardo, classe II C

Pubblicato in Eventi | Lascia un commento

Dantedì – Raccontiamo Dante Alighieri e la Divina Commedia, ognuno a suomodo

Il 25 marzo si celebra il Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri.

Nella sezione Eventi sono pubblicati alcuni dei lavori dei nostri studenti, ispirati alla vita di Dante e alla Divina Commedia: c’è chi ha scritto una poesia o un'”intervista impossibile”, chi ha espresso una riflessione, chi ha ideato cruciverba e giochi di parole, ognuno a suo modo.

Iniziamo con una poesia dedicata all’amore spirituale per Beatrice.

Dante e Beatrice

Henry Holiday, Dante e Beatrice

Dante e Beatrice

“Nel mezzo del cammin di nostra vita”

Versi noti del poeta divino

Anche nella mente più assopita

Dante Alighieri, il nom fa capolino

Quell’uomo gran pensatore

Cento canti ci ha scritto

Ci ha cantato il suo amore

Per una donna che il cuore gli ha trafitto

Beatrice, ella si chiama, ha un bel viso

La troviamo a lui accanto, ed è beata

Nell’ascesa di Dante al Paradiso

L’accompagna nel viaggio, la scalata

“Tanto gentile, tanto onesta pare”

Delicato racconto di fanciulla

Traspare quel bisogno che ha di amare

Di fronte al quale tutto s’annulla

Dante ha un amore gentile e premuroso

Per questa donna musa ispiratrice

Anche se a volte diventa timoroso

Verso la dolce e candida Beatrice

Inferno, Purgatorio, Paradiso

Tutti incontriamo nei cerchi e nelle bolge

Ma ciò che rimane a nostro avviso

È la bellezza, l’arte che sconvolge

I versi che il poeta ci ha lasciato

Rimarranno scolpiti nella mente

Beatrice non è un angelo alato

Ma spirito dolce ed innocente

Virginia, classe III A

Pubblicato in Eventi | Lascia un commento

Libera

Kevin, classe III C

Pubblicato in Articoli | Lascia un commento

Libera

Lorenzo, classe III C

Pubblicato in Articoli | Lascia un commento

Libera

Stefania, classe III C

Pubblicato in Articoli | Lascia un commento